Il territorio

La storia
di Cellino nelle antiche iscrizioni

Lapide romana di Valviano

In località Valviano, a est di Monte Giove, sul versante del fiume Fino, fu rinvenuta nel 1898 una lapide romana, frammentaria e molto rovinata, risalente al II secolo a.C. recante la seguente iscrizione:

MARCUS PETRUCIDIUS CAI FILIUS LUCIUS PACIDIUS PUBLI FILIUS (...) ARAS CREPIDINEM COLUMNAS (...)
MAGISTRIS DE ALECTORUM SENTENTIA (...)

L'iscrizione attesta che Marco Petrucidio, figlio di Caio, e Lucio Pacidio, figlio di Publio, su decisione dei magistrati locali, fecero costruire gli altari, i marciapiedi e le colonne di una costruzione non meglio definita. La lapide, riutilizzata in origine come materiale lapideo per la costruzione della stalla della famiglia Carnevale, tramanda i nomi di quattro cellinesi di epoca romana

 Iscrizioni del XII secolo

Sulla chiave d'arco e sui conci d'imposta del portale medievale in pietra visibile nel cimitero
di Cellino sono presenti tre iscrizioni in caratteri medievali (vedi particolari nelle foto) leggibili complessivamente come segue:

TRASEMUND (sulla chiave)
S.MARC. S.LVCAS (sul concio di sinistra)
S.IO S.MATHEUS S.PET. (sul concio di destra)

Il testo esprime l'intitolazione della chiesa, da parte di Trasemundus, ai quattro evangelisti Marco, Luca, Giovanni e Matteo e a San Pietro apostolo.
L'interpretazione delle iscrizioni è confermata dai simboli alati dei quattro evangelisti (il leone, il toro, l'aquila e l'angelo) scolpiti sui conci d'imposta del portale. Le caratteristiche delle iscrizioni e delle decorazioni scolpite inducono a datare il portale  al XII secolo. Si ritiene che Trasemund, il cui nome rivela origini longobarde, fosse il signore di Cellino al quale si deve la costruzione della chiesa sulla collina di San Marco. Il nome Trasemund si ritrova nei documenti dei Ducati longobardi di Spoleto e di Benevento 

Lapide dei Procuratori

 Risale all'epoca in cui fu costruita la porta della chiesa di S. Maria la Nova.
È sulla facciata a destra del portale:

AD TEMPUS CHRISTOFARI STEFANI BUTII FABRI ET ANTONELLI ANTONII PROCURATORUM HEDIFITII
HEC PORTA FACTA FUIT AMEN

"Al tempo dei procuratori agli edifici Cristoforo Stefano di Buzio Fabro
e Antonello degli Antoni fu fatta questa porta. Amen".

Lapide di Matteo Di Caprio

Si trova sulla facciata di Santa Maria la Nova, a sinistra del portale:

 ANNO DOMINI MCCCCXXIIII DIE XXII MENSIS MARTII II INDICTIONE EGO MAGISTER MATHEUS CAPRIO DE NEAPOLI FECI HANC PORTAM PRO ANIMA TOTI BLASII ANDREAE

"Nell'anno del signore 1424, il giorno 22 marzo, seconda indizione, io maestro Matteo Di Caprio di Napoli, feci questa porta per l'anima di Andrea Toti Blasi

Portale del Cinquecento

In Via Arco del Mercato, un portale in pietra del Cinquecento reca sul fregio l'iscrizione
SOLI DEO HONOR ET GLORIA
solo a Dio competono onore e gloria (Apocalisse 4,11)

Iscrizioni di Giovanni
Battista Acquaviva

Si trovano sul catafalco e sul podio del monumento funebre edificato nella chiesa di Santa Maria la Nova in seguito alla prematura scomparsa del giovane Giovanni Battista Acquaviva, morto a soli quattordici anni nel 1496.
La prima iscrizione reca l'annuncio dei genitori e si conclude con la data della morte. La seconda iscrizione reca il messaggio di commiato del defunto ed evoca, in modo particolarmente commovente, il dolore dei genitori e dell'intera Cellino. Il testo della seconda iscrizione, inciso in versi metrici su due colonne, è attribuito al poeta abruzzese Marcantonio Epicuro (1472-1555)

IOANNI BAPTISTAE AQUAEVIVO ARAGONIO
SPECTATAE VIRTUTIS ADOLESCENTI
ANDREAS MATTHEUS ET ISABELLA PARENTES
ADRIAE ET TERAMI DUCES BITONTI MARCH.
FILIO BENE MERENTI POSUERUNT
VIXIT ANNOS XIV OBIIT ANNO SALUTIS
MCCCCLXXXXVI IULI XV

SPE PUER INGENTI NATUS MAIORA TULISSEM
IN VIDA NI COEPTUM MORS SECUISSET ITER
NUNC EGO QUI FUERAM MULTORUM FAMA FUTURUS MULTORUM CONTRA SUM DOLOR AC LACRYMAE
ME PATRIA ALMA GEMIT CELLINUM MEQUE PARENTES CELLINUM AMBOBUS QUO DUCE CHARUS ERAM
NAM DOMINO SOLITA HAEC PARERE FIDELITER UNI
IUSSIT IDEM INGEMINO ME GENITORE SEQUI
SED GEMIT ANTE ALIOS NATURA HAUD SECIUS ATQUE AGRICOLA ELUSIT QUEM BENE CULTA SEGES
TALE TIBI EX OPTA GERMEN QUAEQUE OPTIMA MATER
TALE PARENS AC TER DIC AQUIVIVAE VALE

"In memoria di Giovanni Battista Acquaviva d'Aragona, adolescente di ammirata virtù, i genitori Andrea Matteo e Isabella, duchi di Atri e Teramo, marchesi di Bitonto, per il meritevole figlio posero. Visse quattordici anni e morì nell'anno della salvezza 1496 il 15 luglio.

Nato con le migliori speranze, le avrei certo realizzate se la morte non mi avesse tagliato il cammino. Ora invece reco solo dolore e lacrime ai miei genitori e a Cellino, mia generosa patria, di cui sarei stato amato duca. Cellino, fedele al suo signore, oggi mi piange insieme a lui. Ma prima ancora mi piange la natura, che vede estirpata una messe così bella. Questo scelto germoglio ora prega per voi, madre e padre, e tre volte vi dice addio Acquaviva"